Vite che non sono la mia (3). Lenire il dolore? Da lontano?

La scrittura diventa un compito, percepito a posteriori, per lenire, per quel che è possibile, il dolore. Sono le ultime parole della narrazione, quando Carrère riprende a raccontare della famiglia della piccola Juliette, scomparsa nello tsunami del 2004 : «E io che sono lontano da loro, io che per ora, e sapendo quanto sia fragile, sono felice, vorrei lenire quello che può essere lenito, talmente poco, e perciò questo libro è per Diane e le sue sorelle».
In quel lontano della dedica la vetta sublime del libro, l’eternità della scrittura e quel limite irritante.
Accettare i propri limiti, diceva Bonhoeffer.
E Carrére ha scoperto una cosa nuova : «preferisco ciò che mi rende simile agli altri a ciò che me ne distingue. Anche questa è una cosa nuova».


Vite che non sono la mia (2) Etienne, Juliette e la disabilità

Carrère, per ricostruire la vita della seconda Jiuliette, giudice di grido, comincia con l’ascoltare Etienne, suo collega. Sia Juliette che Etienne raccontano storie di disabilità, per la prima, dopo un lungo combattimento, terminata con la morte. Entrambi, per tumori e recidive di giovinezza, hanno evidenti e gravi problemi di deambulazione, e formano una coppia di […]


Vite che non sono la mia (1)

E’ considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei, Emmanuel Carrère. Vite che non sono la mia (D’autres vies que la mienne), libro irritante (forse perché è lo specchio ustorio dello studioso, dell’intellettuale) in quasi tutta la prima parte, ha poi, raccontando le vite di altri e non la sua incapacità a condividerle, delle pagine toccanti, commoventi, […]


Walt Whitman e l’anima mutevole e ingorda

Volo i voli d”anima mutevole e ingorda la mia rotta corre sotto il piombo degli scandagli. Mi approprio del materiale e dell’immateriale nessun guardiano può fermarmi nessuna legge impedirmi.


Carissimo don Tommaso

La vita non la decidiamo noi: non solo come seguito di giorni, ma come inizio nuovo di grazia. «Stare, guardare, dire di sì» Nell’esperienza dell’uomo tutto passa e finisce. Soprattutto le cose belle (l’infanzia, l’amore…) sono destinate a finire nel rimpianto, nella nostalgia, e nel ricordo. C’è una sola esperienza che inizia e non finisce, […]


Marco Baliani: andrò alla ricerca di cinque narrazioni estreme di taciturno coraggio

Il coraggio silenzioso agisce nell’essere umano quasi inaspettatamente, non presuppone una tempra guerriera non si staglia sulla scena per mostrarsi nella luce Di solito si associa il coraggio ad una azione eclatante, dettata da una urgenza impellente, una azione che sfida la morte e se ne appropria mostrando una luminosa presenza dell’umano: è il coraggio […]


La letteratura è già poca cosa. A chi può servire se non sa rivelarci, attraverso le sue stesse forme, di che specie di mondo siamo contemporanei? (Elio Vittorini)